Area di competenza

Assistenza nel Recupero Crediti a Bologna

Assistenza a professionisti e imprese nel recupero di crediti non pagati, in sede stragiudiziale e giudiziale.

  • Artt. 633 ss. c.p.c.
  • Artt. 474 ss. c.p.c.

Una premessa necessaria. L'assistenza nel recupero di un credito non comporta alcuna garanzia di esito: la possibilità di ottenere il pagamento dipende dalla solvibilità del debitore e dalle circostanze concrete del caso. Le informazioni che seguono descrivono gli strumenti previsti dalla legge, non un risultato atteso.

Ambiti di intervento

Le fasi tipiche

  1. 01

    Analisi della documentazione a supporto — contratti, fatture, ordini, corrispondenza — per verificare che il credito sia effettivamente certo, liquido ed esigibile.

  2. 02

    Diffida scritta al debitore con richiesta di pagamento entro un termine determinato. Può consentire una definizione bonaria senza ulteriori passaggi. La diffida scritta ha inoltre effetto di messa in mora (art. 1219 c.c.) e interrompe la prescrizione (art. 2943 c.c.).

  3. 03

    In assenza di pagamento, e quando ricorrono i presupposti di legge, è possibile richiedere al giudice un decreto ingiuntivo, provvedimento che ordina il pagamento della somma dovuta. Il ricorso si basa su una prova scritta del credito (art. 634 c.p.c.) e il decreto va notificato al debitore entro 60 giorni dalla pronuncia, pena la perdita di efficacia (art. 644 c.p.c.).

  4. 04

    Se il debitore non adempie spontaneamente al decreto ingiuntivo divenuto esecutivo, è possibile procedere con il pignoramento dei beni, nei limiti e con le modalità previste dal codice di procedura civile. Prima del pignoramento si notifica l'atto di precetto (art. 480 c.p.c.). L'esito pratico dipende dall'effettiva disponibilità di beni aggredibili in capo al debitore.

Prima di agire

Aspetti da conoscere prima di agire

Interessi. Sul credito scaduto decorrono gli interessi moratori (art. 1224 c.c.). Nelle transazioni commerciali tra imprese, o tra imprese e pubbliche amministrazioni, si applica la disciplina del D.Lgs. 231/2002 sui ritardi di pagamento.

Prescrizione. I diritti di credito si estinguono per prescrizione con il decorso dei termini previsti dalla legge (artt. 2934 ss. c.c.), che variano a seconda della natura del credito. Per questo la verifica dei termini è un passaggio preliminare.

Costi. L'azione giudiziale comporta spese (contributo unificato, compenso del difensore, eventuali spese di esecuzione). Il giudice, di regola, pone le spese di lite a carico della parte soccombente (art. 91 c.p.c.), ma il recupero effettivo resta legato alla solvibilità del debitore.

F.A.Q.

Domande frequenti

Quali documenti servono per avviare l'assistenza nel recupero di un credito?

In genere: il contratto o l'ordine alla base del credito, le fatture emesse, prova dell'avvenuta consegna del bene o prestazione del servizio, eventuale corrispondenza successiva con il debitore. La completezza della documentazione incide sulla valutazione degli strumenti disponibili.

Cos'è il decreto ingiuntivo?

È un provvedimento con cui il giudice, sulla base della sola documentazione presentata dal creditore, ordina al debitore di pagare una somma di denaro entro un termine, di norma 40 giorni. Il debitore può proporre opposizione: in tal caso si apre un giudizio ordinario in cui il decreto viene confermato, modificato o revocato.

Cosa succede se il debitore non paga dopo il decreto ingiuntivo?

Se il decreto non è opposto nel termine di legge (di regola 40 giorni dalla notifica, art. 641 c.p.c.), il giudice lo dichiara esecutivo (art. 647 c.p.c.). Il creditore può quindi notificare il precetto e avviare l'esecuzione forzata (pignoramento presso terzi, mobiliare o immobiliare). L'effettivo recupero resta condizionato alla presenza di beni o disponibilità aggredibili.

Conviene sempre agire in giudizio?

Non necessariamente. La scelta va valutata considerando l'importo del credito, i costi prevedibili del procedimento e le informazioni disponibili sulla situazione patrimoniale del debitore. In alcuni casi una soluzione stragiudiziale può essere più efficiente rispetto a un giudizio.

È possibile raggiungere un accordo con il debitore prima di agire in giudizio?

Sì. Una diffida circostanziata può indurre il debitore a proporre un pagamento, anche rateale, ma l'esito non è prevedibile. Lo Studio valuta insieme all'assistito se una soluzione di questo tipo sia preferibile rispetto all'avvio di un procedimento giudiziale, caso per caso.

Cosa si intende per credito certo, liquido ed esigibile?

È un credito di cui sono determinati l'esistenza (certo), l'ammontare (liquido) e la scadenza (esigibile). Sono i caratteri che, insieme a una prova scritta, consentono di chiedere il decreto ingiuntivo (artt. 633-634 c.p.c.).

Cosa succede se il debitore si oppone al decreto ingiuntivo?

L'opposizione (art. 645 c.p.c.) apre un giudizio ordinario nel quale il giudice verifica il credito. L'esito dipende dalla documentazione e dalle difese del debitore e non è prevedibile a priori.

Il credito può prescriversi?

Sì. I termini variano secondo la natura del credito (artt. 2934 ss. c.c.) e possono essere interrotti, tra l'altro, da una diffida scritta (art. 2943 c.c.). Conviene verificarli prima di ogni iniziativa.

Si possono chiedere gli interessi di mora?

Di regola sì: interessi legali (art. 1224 c.c.) o, per le transazioni commerciali, interessi moratori ai sensi del D.Lgs. 231/2002. Misura e decorrenza dipendono dal tipo di rapporto.

Quanto tempo richiede il recupero di un credito?

Non è possibile indicare tempi uniformi: dipendono dalla fase raggiunta, dall'eventuale opposizione, dai carichi dell'ufficio giudiziario e dalla situazione patrimoniale del debitore.

Hai ricevuto una diffida a firma dello Studio? Non ignorarla: il procedimento è spiegato fase per fase, con cosa fare entro i termini indicati.

Cosa fare

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